L’avv. Piero Bellante, avvocato tributarista in Verona, si occupa esclusivamente – e da sempre – di diritto doganale. Per la Camera ha commentato l’articolo del Corriere della Sera del 22 marzo 2016 di Marco de Andreis e Mauro Marè dal titolo “L’Europa ha bisogno di una dogana unica alle sue frontiere”, che a sua volta prende spunto da un riflessione svolta qualche giorno prima da Francesco Giavazzi sullo stesso giornale, sulla necessità indifferibile di rifinanziare con risorse adeguate l’agenzia europea Frontex nella prospettiva della creazione di una forza unitaria di sicurezza europea. La suggestione è forte: perché non ricorrere allo stesso principio sotto il profilo doganale? Unione doganale = dogana unica.
L’avv. Bellante commenta l’argomento, e conclude che certamente tutto è possibile e tutto è migliorabile: ma in un sistema ideale come quello ipotizzato dai due Autori, ad un’agenzia doganale unica alle dirette dipendenze della Commissione dovrebbe allora fare da contrappeso la possibilità per i contribuenti di accedere direttamente alla Corte di Giustizia, per la tutela giurisdizionale nei confronti degli atti di questo moderno Leviatano doganale. Solo in questo modo si potrebbe ottenere uniformità di giudizio e di applicazione delle norme e, soprattutto, a parità di tempi, costi e condizioni.

Assemblea per il rinnovo delle cariche della Camera degli Avvocati Tributaristi del Veneto Il giorno 19, del mese di novembre, dell’anno 2018, alle ore 17,00, si è riunita, in seconda convocazione, l’Assemblea… (segue)

L’avv. Piero Bellante ci propone interessanti riflessioni sul  principio di sinteticità e chiarezza degli scritti difensivi.   Piero BELLANTE Il principio di sinteticità e chiarezza negli scritti difensivi

Desta preoccupazione – e molti interrogativi – una sconcertante sentenza della CTR Toscana    In argomento PTT,  segnaliamo – per la rilevanza della questione e la dimostrazione che i Giudici non sono… (segue)

Questa sentenza della Sezione Tributaria della Cassazione decide sulla questione della vendita di fabbricato da demolire, stabilendo che non può essere qualificato terreno edificabile ai fini impositivi. Dopo un paio di digressioni la Suprema Corte ritorna a confermare l’orientamento consolidato.

La Corte di Cassazione, Terza Sezione Penale, con sentenza n. 2224 del 19 novembre 2015, depositata il 20 gennaio 2016, ha respinto il ricorso proposto avverso il rigetto dell’istanza di riesame, relativo ad una fattispecie del 2015, applicando ad essa l’art. 719 del Codice doganale comunitario abrogata nel 2001.